La Sifilide è causata da un batterio: il Treponema Pallidum, che è presente in tutte le secrezioni corporee delle persone infette, nelle lesioni cutanee, genitali e mucosali.

Sintomatologia

Il sintomo iniziale si manifesta dopo 2-6 settimane dal contagio con una ferita indolore nei genitali, nel retto o nella bocca, che guarisce dopo poche settimane. A distanza di 2-6 mesi può apparire un’eruzione cutanea diffusa, con febbre e linfonodi ingrossati. Questi sintomi si risolvono dopo poche settimane ma l’infezione può continuare il suo sviluppo e creare gravi complicazioni se non viene adeguatamente curata (cardiopatie, paralisi, cecità, demenza). Una volta guariti non si acquisisce l’immunità, nel sangue infatti rimangono gli anticorpi per moltissimi anni, spesso per tutta la vita, ma questi ultimi non danno protezione.

Trasmissione

La trasmissione avviene attraverso rapporti sessuali non protetti : orali, vaginali e anali, oppure può accadere mediante il semplice contatto tra genitali, o con il contatto con lesioni provocate dalla Sifilide localizzate nell’area genitale.

La Sifilide si diffonde anche mediante la via materno-fetale al momento del parto. Nei bambini infetti può causare cecità e danni all’organismo.

Sono rari i casi in cui il contagio avviene tramite l’inoculazione diretta accidentale, ovvero mediante la manipolazione di campioni infetti.

Prevenzione

Per ridurre il rischio di infettarsi con la Sifilide, si raccomanda di avere rapporti sessuali protetti dal profilattico e di limitare il numero dei partner di sesso. Se si contrae l’infezione, si raccomanda di evitare contatti sessuali fino alla completa guarigione. Durante la terapia è opportuno assicurarsi che il partner riceva le cure, anche se non ha alcun sintomo, per evitare di ottenere nuove infezioni.