• ATTENZIONE: NON SI EFFETTUANO DIAGNOSI NE’ VALUTAZIONI CLINICHE. PER TALI MOTIVI RIVOLGERSI DIRETTAMENTE AI CENTRI SPECIALIZZATI APPOSITI E/O AI PROPRI MEDICI DI RIFERIMENTO.

  • ATTENZIONE: poichè molte domande riguardano lo stesso tema soprattutto l’attendibilità al test e il suo periodo finestra, Vi preghiamo di leggere le risposte già fornite per permettere ad altre domande di contenuto diverso di avere una risposta più veloce.

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Sono sufficienti 20 gg dopo un rapporto a rischio per rilevare la trasmissione dell’epatite b? Considerando, anche, che sono un soggetto vaccinato. (15 Luglio 2021)

20 Giorni non sono sufficienti. Il periodo di incubazione va dai 40 giorni ai 5-6 mesi, ad ogni modo lei è vaccinato.

-Attenzione: per la lettura e interpretazione dei referti contattare direttamente lo specialista o il proprio medico di base. (28 Giugno 2021)


-Buonasera gentili esperti Vi scrivo in merito a delle paure che mi stanno venendo in questi giorni e che riguardano la trasmissione dell’epatite C nei rapporti sessuali che siano, vaginali, orali o anali. Nel corso degli anni ho avuto rapporti scoperti e alcuni anche con contatti di sangue con persone che poi si sono rivelate portatori di epatite c. Ho parlato con vari infettivologi ed epatologi e numeri verdi i quali si trovano concordi nell’affermare che il contagio di epatite C tramite rapporti sessuali di ogni tipo con partners anche non stabili, anche in presenza di ferite, mestruazioni o altro è assolutamente irreale e teorico e irrilevante dal punto di vista clinico per cui non devo fare alcun accertamento in merito all’epatite C, mentre per l’HIV devo fare accertamenti perché esistono rischi concreti di contagiarsi in questo modo.

Vorrei sapere se la pensate allo stesso modo e possa mettermi l’anima in pace per quanto riguarda l’epatite c. Grazie e buon lavoro. (26 Giugno 2021)


Il contagio dell’infezione da HCV avviene principalmente per via parenterale, cioè attraverso il sangue, e molto meno frequentemente per via sessuale. La via sessuale è la modalità meno frequente di diffusione dell’HCV, tuttavia esistono situazioni che possono aumentare tale rischio. Se ha avuti rapporti sessuali non protetti, è opportuno fare uno screening sulle varie IST.

-Quando è consigliabile fare un test per epatite c dopo il rapporto a rischio? Quasi 30 gg sono consigliabili? (17 MAGGIO 2021)

Dipende dalla metodica utilizzata. Esiste un periodo cosiddetto “finestra” che va dall’episodio a rischio alla comparsa degli anticorpi; nello specifico l’anticorpo HCV, ad esempio, può formarsi ed essere rilevato dalla 4^ alla 24^ settimana dal contagio (1- 6 mesi). È possibile effettuare anche il test HCV per la ricerca diretta dell’HCV-RNA al posto del semplice test anticorpale anti HCV. In questo modo si accorciano i tempi per determinare se si è sviluppata l’infezione. L’unico inconveniente è che il test HCV RNA ha costi decisamente superiori rispetto al test della ricerca degli anticorpi. Esiste tuttavia una tempistica minima anche per la rilevazione del virus nel sangue, che è pari a 4-6 settimane.

-Mi è andato un po’ di sangue sul lavoro di una persona sulle mie mani. Avevo una ferita piccola sul dito. Rischio hiv? (3 Aprile 2020)

Il contatto deve essere tra ferite molto aperte e sanguinanti per avere un rischio hiv.

Mi hanno fatto un ditalino con un dito. Rischio l’hcv? (7 Febbraio 2020)

Non ha corso rischi.

-Dottore, negli ultimi giorni ho notato l’apparizione di piccole macchie bianche in linea attorno al mio pene. Non fa male, non c’è scarico o odore, ma sento anche irritazione intorno all’ano e oggi sulla carta igienica ho trovato una piccola macchia di sangue. Mi piacerebbe sapere cosa può essere. (9 Dicembre 2018)

Non effettuiamo diagnosi. E’ opportuno si rivolga direttamente ad un medico per una valutazione clinica adeguata.

-Se il preservativo si rompe si vede a occhio nudo o si formano microfori con la possibilità di trasmettere il virus ? (10 Gennaio 2018)

La rottura del preservativo è visibile ad occhio nudo.

-L’Epatite cronica C come si può curare oggi? (22 Novembre 2016)

Ci sono numerosi studi che dimostrano l’efficacia dell’associazione interferone con ribavirina o con il solo interferone alfa-2. L’associazione con Ribavirina e Interferone peghilato si è dimostrata ancora più efficace rispetto alle ionoterapie, riduce gli effetti collaterali e migliora l’adesione al trattamento.Tra gli interferoni peghilati sono raccomandati il PG IFN alfa2b e il PEG IFN alfa2a.

Bisogna anche ricordare numerosi effetti di tossicità di questi farmaci quali l’anemia, le psicosi depressive, l’insorgenza di patologie autoimmuni, ecc. Si deve inoltre chiarire che non tutti i soggetti che hanno anticorpi anti-HCV sono malati o infetti, circa il 15% dei soggetti con anticorpi ha superato l’infezione e quindi non necessita di alcuna terapia. Negli altri soggetti con sieropositività non solo anticorpale, ma anche con presenza del virus nel sangue, bisogna esaminare la situazione con una serie di indagini tra cui: transaminasi, ecografia epatica ed eventualmente biopsia epatica. Circa ¼ dei soggetti sono portatori sani e per decenni non avranno alcun problema clinico o danno epatico. Nei restanti ¾ dei soggetti vi sono diversi gradi di danno epatico, dalla forma lieve e iniziale fino alla cirrosi. Ovviamente il tempo incide nel decorso insieme ad altri fattori, quali l’età dei soggetti, l’assunzione di alcool, le complicanze varie che possono essere causate dal virus C. La terapia dovrà essere scelta sulla base di questi criteri internazionali e poi individualizzata ai singoli pazienti. L’efficacia terapeutica varia tra il 30 e il 75 % con un follow-up di 2-5 anni. I migliori risultati sono stati ottenuti in persone infettate con ceppo 2 e 3 mentre quelli peggiori con ceppo 1. Le dosi ottimali di ribavirina sono indicate in base al peso e la terapia può variare per 24-28 settimane fino a 48 per persone con infezione HCV da genotipo 1. Tuttavia non si possono escludere recidive dopo molti anni di interruzione terapeutica. In genere la negativizzazione del HCV RNA è ottenuta nei responders in 15 settimane di terapia. In alcuni casi può essere raccomandato un nuovo trattamento terapeutico. Sono stati sperimentati nuovi antivirali che dovrebbero entrare in commercio nel 2012 per persone senza efficacia terapeutica con ribavirina tra questi sono il NS3-4° inibitori della serina telaprevir e boceprevir.

– Esistono terapie contro l’Epatite B? (12 Ottobre 2016)

Esiste un vaccino preventivo efficace nel 90% dei soggetti vaccinati. Il vaccino è obbligatorio per bambini e adolescenti tra i 12 e 14 anni e ha ridotto in modo impressionante la diffusione dell’infezione negli ultimi anni. Il vaccino non è utile in persone che sono già infette con il virus dell’ epatite B. Nei soggetti affetti da epatite B sono stati approvati vari farmaci in grado di ridurre la replicazione virale e migliorare il danno epatico. Tra quelli più efficaci ed in grado di ridurre la replicazione del virus epatite B sono: Entecavir, tenofovir, la telbivudina, l’INF PEG-2 alfa e lamivudina. Alcuni di questi farmaci sono usati anche per la terapia dell’infezione da HIV. Questi farmaci ora sono in commercio anche in Italia. E’ importante segnalare che non esiste una raccomandazione terapeutica per le persone che sono solo portatrici sane del virus con transaminasi normali e HBe Ag neg. Tuttavia la terapia ha anche il vantaggio di ritardare la progressione dell’epatite cronica in cirrosi e l’evoluzione della cirrosi stessa, quindi la terapia antivirale è indicata anche nelle forme croniche gravi anche se non in grado di guarire la malattia.

– L’epatite C si può trasmettere con i rapporti sessuali? (25 Settembre 2016)

La trasmissione è possibile in circa il 10% delle coppie sessualmente attive. Il virus è anche trasmissibile dalla madre al feto e ovviamente con lo scambio di siringhe infette o con strumentari chirurgici non sterilizzati.