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Informazione e prevenzione
sull’infezione da HIV/AIDS/MST in ambito scolastico

Attualmente in Italia l’Aids conclamato si manifesta, nella maggior parte dei casi, nellafascia di età compresa tra i 25 e i 39 anni e, visto il lungo periodo di latenza della malattia, il contagio potrebbe essere avvenuto durante l’adolescenza.

Dai dati statistici, quindi, risulta di primaria importanza porre particolare attenzione alla popolazione giovanile e coinvolgere attivamente i ragazzi nell’opera di prevenzione e di educazione alla salute attraverso programmi specifici di informazione e formazione.

In questo ambito nasce il Progetto Scuole.

Obiettivi del progetto

  • Valutare il livello delle conoscenze degli studenti intervistati relativamente all’infezione da HIV/AIDS/MST;
  • Fornire informazioni chiare e scientifiche sull’infezione da HIV/AIDS/MST eliminandoeventuali dubbi e pregiudizi;
  • Creare uno spazio di discussione per un confronto aperto tra esperti e studenti;
  • Sensibilizzare i giovani a considerare la salute un bene primario, insostituibile da difendere e potenziare;
  • Favorire uno scambio tra la Scuola, l’ Anlaids – Lazio e le Istituzioni Scientifiche al fine di promuovere la cultura della salute.

Metodologia

Il Progetto prevede due incontri della durata di due ore ciascuno da effettuarsi durante l'orario scolastico. Ogni incontro è condotto da un'equipe formata da un operatore esperto (medico, psicologo o biologo) e un operatore volontario dell'associazione.

Prima degli incontri, presso gli Istituti viene distribuito, un questionario pre-test allo scopo di conoscere sia la tipologia di ragazzi che si andrà ad incontrare, sia le conoscenze che i giovani hanno della malattia e delle modalità di trasmissione.

In seguito, vengono effettuati due incontri per ogni gruppo di classi (circa 30 ragazzi a gruppo).

  1. Incontro base. Prevede una prima parte, a carattere specificatamente informativo, svolta da un medico con l'ausilio di materiale (proiezione di diapositive, distribuzione di materiale cartaceo, ecc.) e una seconda parte, a carattere interattivo, che vede la partecipazione dei volontari e degli studenti attraverso role playing che hanno lo scopo di fissare, con esempi pratici, le informazioni precedentemente fornite.
  2. Incontro di approfondimento. L'incontro viene effettuato su un argomento richiesto dai ragazzi stessi: approfondimenti su aspetti sociali dell'infezione da HIV (es. problematiche di vita delle persone sieropositive, discriminazione, ecc.) e informazioni più generali sulle altre malattie sessualmente trasmesse. L’obiettivo è quello di modificare con consapevolezza ogni eventuale comportamento a rischio.

Partnership

Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani”.

Target

Gli interventi sono indirizzati agli studenti delle scuole medie superiori.

Materiali

Gli incontri sono corredati da diapositive e lucidi predisposti in modo da sintetizzare le informazioni necessarie.

Verrà, inoltre, distribuito materiale informativo sull'infezione da HIV/AIDS/MST.

 

Risultati anno 2008 / 2009

1.Valutazione delle singole parti dell’intervento.

Pre-test

La somministrazione del pre-test e’ risultata importante per stabilire un primo contatto con i ragazzi e poter valutare le informazioni in loro possesso riguardo l’infezione da HIV/AIDS.

Ad una prima analisi è emersa una uniformità quasi totale di risposte date dagli studenti delle diverse scuole con una relativa differenza tra Istituti Tecnici e Licei. In questo secondo caso, si evidenzia una maggiore conoscenza della tematica.

In generale gli studenti hanno mostrato un profondo interesse sui temi legati all’HIV/AIDS e sulle tematiche concernenti l’educazione sessuale: i ragazzi hanno infatti usato gli spazi disponibili del pre-test per esprimere dubbi e domande su questi temi, cui ovviamente rivolgono generalmente molto attenzione, data la loro età.

Le informazioni e le conoscenzemaggiormente confuse riguardano la differenza tra la condizione di sieropositività e malattia conclamata (AIDS). In particolare, e’ emersa la erronea credenza che il sieropositivo sia un “portatore sano” della malattia.

Inoltre, molta confusione e’ stata evidenziata per quanto riguarda le vie di trasmissione del virus HIV (85%): le zanzare sono ritenute un potenziale veicolo di contagio per il 60%, così come altri liquidi corporei che in realtà non lo sono, come la saliva (55%); la via di trasmissione sessuale, invece, era sì contemplata, ma con credenze erronee sulle sue forme e modalità (70%)

Scarsa si e’ rivelata la consapevolezza dell’aumentata percentuale di contagio dell’infezione da HIV, non solo nei paesi in via di sviluppo, ma anche nei paesi, e soprattutto nelle città, all’interno delle quali viviamo e nelle fasce di età che li riguardano direttamente.

E’ emerso, infine, che una parte percentuale degli studenti pari a quasi l’80% crede erroneamente che altri metodi anticoncezionali, come la pillola anticoncezionale, sia sufficiente a proteggersi dal contagio del virus HIV, e che esista un vaccino contro la malattia (oltre il 50 %).

In generale, la lettura dei pre-test ha dato una idea di come le classi si esprimono e si relazionano al mondo adulto: la presenza di numerose domande, commenti, disegni ci ha mostrato come i ragazzi sembrino aver voglia di esprimersi e di essere ascoltati.

Incontri base (HIV/AIDS)

Gli incontri si sono svolti in un clima di collaborazione e interesse generale, sia da parte degli studenti che del personale docente e ausiliario.

La conoscenza e l’esame dei dati emersi dai pre-test sulle conoscenze degli studenti ha permesso di iniziare gli incontri partendo dai punti critici e dai concetti più difficili.

Nel corso degli incontri, all’approccio teorico e’ stato affiancato un perseverante invito alla partecipazione personale attraverso la riflessione ragionata e spontanea che ha permesso ai ragazzi di trattare argomenti delicati.

I ragazzi delle classi più giovani hanno mostrato uno spiccato interesse teorico e scientifico rispetto alla malattia, mentre i ragazzi delle classi più avanzate hanno mostrato un maggiore coinvolgimento a livello personale tanto da stimolare diversi interventi e domande. In alcuni casi, sono stati spontaneamente condivise alcune esperienze personali.

Queste situazioni hanno permesso di confrontarsi su eventuali comportamenti a rischio.

L’intervento e’ stato strutturato in modo tale da trattare i temi legati alla biologia, alla storia, alla trasmissione, e alla prevenzione dell’HIV/AIDS, proponendo infine una riflessione di gruppo a partire dalla presentazione di alcune storie di adolescenti per la diagnosi o il trattamento della malattia.

Post-test

La valutazione dei post-test (somministrati solo agli studenti che hanno svolto l’incontro base) ha permesso di trarre le conclusioni sull’apprendimento dei ragazzi e di arricchire la valutazione sull’andamento in generale del Progetto Scuole.

Dall’analisi dei risultati e’ emerso un significativo miglioramento delle conoscenze generali riguardanti le tematiche affrontate ed una generale soddisfazione dei ragazzi rispetto agli incontri effettuati pari al 85%.

E’ emersa una differenza per quanto riguarda le classi più avanzate, quindi con studenti di età maggiore, dove si riscontrano risultati più soddisfacenti.. I ragazzi hanno mostrato di aver chiara la distinzione sulle modalità di contagio del virus, con riferimento specifico ai liquidi corporei in grado di trasmetterlo o non trasmetterlo (75%), il concetto di sieropositività (80%), ed i comportamenti a rischio (85%).

I ragazzi delle altre classi hanno altresì mostrato un buon miglioramento delle loro conoscenze, seppur non cosi spiccato (a parte le dovute eccezioni).

La maggioranza degli studenti ha chiarito il proprio concetto di sieropositività, anche se qualcuno continua a ritenere il sieropositivo un portatore sano, le vie di trasmissione del virus, ed ha inoltre più chiari quali siano i dispositivi in grado di prevenire la trasmissione sessuale del virus.

Possiamo ipotizzare che il maggior coinvolgimento a livello personale dei ragazzi più grandi abbia portato ad una maggiore e più attenta partecipazione che e’ poi risultata in una migliore assimilazione dei concetti discussi.

In quasi tutte le classi incontrate, si riscontra una maggiore chiarezza sui “comportamenti a rischio”, che si sostituiscono alle credenze circa le “categorie a rischio”, e sulle modalità per effettuare il test. A questo proposito, i ragazzi hanno indicato una maggiore disponibilità a rivolgersi a strutture pubbliche rispetto a strutture private mostrando una maggiore fiducia e capacità di chiedere e ottenere aiuto.

Infine, un buon numero di studenti ha mostrato apprezzamento per la parte dell’incontro in cui sono lette e commentate alcune storie di ragazzi della loro età che si sono rivolte all’ospedale per effettuare il test o affrontare una diagnosi di HIV.

2. Valutazione complessiva degli interventi

Nel complesso gli interventi sono stati svolti in un clima di partecipazione e collaborazionepiacevole e proficuo per tutte le parti interessate, cosi come e’ emerso anche dalle valutazioni positive espresse dai ragazzi all’interno dei post-test.

Dati i risultati dei post test saremmo orientati a pensare che gli interventi siano risultati più efficaci nelle classi più avanzate, in quanto gli alunni sono più coinvolti a livello personale piuttosto che teorico.

Il comportamento dei ragazzi e’ stato generalmentepartecipativo. Spesso la loro spontaneità si e’ rivelata utile ad una più coinvolgente partecipazione all’interno del dibattito e del confronto.

In conclusione, siamo complessivamente soddisfatti per l’interesse manifestato dalla Scuola, per la disponibilità del personale docente e ausiliario e per la collaborazione dei referenti alla salute.

 

 
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