• ATTENZIONE: NON SI EFFETTUANO DIAGNOSI NE’ VALUTAZIONI CLINICHE. PER TALI MOTIVI RIVOLGERSI DIRETTAMENTE AI CENTRI SPECIALIZZATI APPOSITI E/O AI PROPRI MEDICI DI RIFERIMENTO.

  • ATTENZIONE: poichè molte domande riguardano lo stesso tema soprattutto l’attendibilità al test e il suo periodo finestra, Vi preghiamo di leggere le risposte già fornite per permettere ad altre domande di contenuto diverso di avere una risposta più veloce. 

  • Le domande ripetute o uguali non riceveranno nuovamente risposta.Se rimangono dubbi o perplessità riguardo i quesiti posti, si prega di contattare direttamente i nostri operatori telefonici allo 06 4746031 da lun. al ven. dalle ore 9.00 alle ore 16.00.

 

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– Il 15 novembre sono stato in un strip club. Mi è capitato di leccare una vagina. Il giorno dopo sono stato in un centro e mi hanno detto che  secondo loro non era un comportamento a rischio. (19 Novembre 2019)

Mettere la bocca sui genitali dell’altra persona è a rischio HIV (rischio estremamente basso) e per altre IST.

 

-L’uomo con un rapporto vaginale, a cui si rompe il profilattico, rischia un elevato contagio di hiv? (10 Agosto)

Riceverà risposta a breve, nella sezione apposita, di malattie infettive.

 

-Ho eseguito un test HIV combo (sia al Cotugno [ultimo a 73 giorni]  che in un laboratorio privato a Napoli), il Synlab (a 90 giorni), a distanza di 90 giorni da rapporto scoperto con il mio ex partner il quale mi ha riferito di essere HIV+ ma di avere carica virale zero.

Ho eseguito (ed anche esaurito la storia, durata 2 mesi, i cui consequenziali rapporti sono stati sempre e solo protetti) il test immediatamente dopo il rapporto a rischio, a distanza di un mese, e a 73 giorni – come dicevo al Cotugno- tutti col risultato Negativo. Al 90 giorno esatto (essendo che mi è stato detto di recarmi nella struttura ospedaliera i  primi di agosto, ed andrò domani) il test  COMBO ( da notare che ho sempre eseguito questo tipo di test) , il quale continua ad essere fortunatamente Negativo. A meno di 90 giorni dal test, ho avuto un mini rash cutaneo pruriginoso  (precisamente, mi ritrovo 3 vesciche al collo, 1 pustola al braccio, avverto prurito generalizzato ma non noto chiazze; da notare che mesi addietro ho sofferto di problemi intestinali , colite atipica per l’esattezza , oltre alla presenza di Elicobacter pylori che, a detta del gastroenterologo, era transitorio; il suddetto inoltre  mi ha prescritto test intolleranze  ed analisi celiachia, che ancora non ho fatto ), lieve mal di testa  (credo sia dovuto al condizionatore che ho visto il gran caldo, perennemente  acceso, soffrendo di solito di sinusite) .

Ora mi chiedevo se tale test fosse attendibile in via definitiva a 90 giorni (la dottoressa del reparto ospedaliero mi ha detto al 73 giorno  – e quindi ancor prima di questa sintomatologia ora espressa vi – che i nuovi test  di 4 generazione sono attendibili già dal 16 giorno ) o se debba – e per quanto – ripeterlo. (31 Luglio 2019)

Se il suo ex fosse in terapia, aderente e con carica virale azzerata da almeno 6 mesi, non può contagiare. Ad ogni modo, il test combo (di ultima generazione) da risultato attendibile e definito a 40 giorni dall’esposizione a rischio. Quindi non è necessario ripetere il test.

Per i suoi sintomi segua le indicazioni del medico a cui si sta rivolgendo.

-Ho avuto un rapporto a rischio ad inizio anno. Premesso che sono molto ansioso: nel giro di due nesi ho avuto strani sintomi (stanchezza cronica, lieve mal di gola con arrossamento, linfonodi sotto il mento ingrossati, leggero dolore al fianco sinistro e alla milza, piccole macchie tipo orticaria sul braccio). Ho effettuato un primo test HIV 1-2 Ag/Ab dopo 26 giorni, negativo. Un secondo test simile a 63, negativo e un test Mylan a 72 giorni sempre negativo. Tutti i medici mi hanno detto che due test di 4generaz fatti a quelle date sono definitivi. Nonostante tutto quei sintomi che si prolungano nel tempo, anche secondo voi posso escludere l’infezione da HIV? (22 Marzo 2019)

Un test di quarta generazione da risultato definitivo a 40 giorni; un autotest, comprato in farmacia, a tre mesi.  Nel suo caso può escludere pertanto l’infezione da HIv con i test fatti di quarta generazione e può consultare il medico per verificare la causa dei suo sintomi.

 

-Potreste dirmi quali tipi di test siano normalmente in dotazione per hiv nelle asl italiane considerando che il prelievo del sangue è stato fatto con ricetta medica e il test inserito fra altre ricerche di routine che si fanno per le analisi del sangue. Qual è inoltre l’attendibilità di un test  eseguito a circa 45 gg dall’avvenuto episodio a rischio? (13 Febbraio 2019)

L’infezione da HIV viene rilevata con test di primo livello, tra i quali: test che identificano gli anticorpi anti-HIV (EIA, ELISA e similari), test combinati (COMBO Test – identificano non solo gli anticorpi ma anche l’antigene p24). Il test deve essere eseguito dopo 40 giorni (periodo finestra) dall’ultimo comportamento a rischio in caso di un test di IV generazione (test combinato anticorpi antiHIV e antigene P24). Nel caso di un test di III generazione (solo anticorpi antiHIV) il periodo finestra rimane 90 giorni.

-Oggi ho fatto un fellatio  a un signore sposato di 56 anni. Mentre praticavo il rapporto, gli ho sputato nel glande e nella mia saliva mi sembrava ci fosse sangue. Rischio di contrarre il virus hiv? (28 Gennaio 2019)

Il rischio HIV è estremamente basso ma sussiste. Infatti, i rapporti orali senza condom sono a rischio HIV solo per chi mette la bocca sui genitali e non per chi li subisce. Questa differenza tra orale praticato e subito vale per l’HIV e non per altre Infezioni a Trasmissione Sessuale per le quali rischiano entrambi.

 

-Ho iniziato la terapia antiretrovirale nel Gennaio 2009 a seguito di una polmonite PCP dalla quale ho appreso di essere sieropositivo per la prima volta. La conte iniziale dei cd4 era 7. Dopo quasi 10 anni di terapia ho raggiunto nelle ultime analisi di Ottobre 2018 798 cd4 35% e rapporto cd4/cd8 pari a 1,020 (ha superato 1 da circa 1 anno e mezzo). Viremia stabilmente non rilevabile. Negli anni sono scesi anche i cd8 sia in valore assoluto che in percentuale rientrando nei valori normali di riferimento. Il massimo dei cd4 raggiunto negli anni è stato 921 in valore assoluto e 37.5% in percentuale. I valori di riferimento del mio laboratorio sono da 36% a 49%. Sono sempre stato preoccupato del fatto di avere iniziato la terapia in ritardo, anche alla luce del fatto che si parla sempre dell’importanza del nadir dei cd4 sia per il completo recupero immunologico che per l’aspettativa di vita. Si legge sempre: “se iniziata per tempo, la terapia garantisce un’aspettativa di vita simile (in alcuni casi si legge invece quasi simile) a quella di una persona sieronegativa. Adesso mi chiedo…ammesso che la viremia resti non rilevabile e che si abbiano stabilmente cd4 sopra i 500, in base a cosa si dice che chi inizia tardi ha meno anni da vivere? Ci si riferisce alla più alta probabilità di avere dei problemi durante il recupero immunologico (che essere lento o insoddisfacente) perchè si resta per anni con un numero di cd4 che ancora deve risalire? Forse nel mio caso la percentuale ancora non è ottimale, mi farebbe stare molto più tranquillo superare il 40%.  (9 Dicembre 2018)

Gentilissimo, segua le indicazioni del suo medico curante con il quale può confrontarsi al riguardo. Lo stesso può fornirle tutte le risposte adeguate conoscendo la sua situazione clinica e “specifica”.

 

-Dopo 86 giorni dall’ultimo rapporto a rischio, ho effettuato un autotest hiv della Mylan: risultato negativo. Devo ripeterlo a 90 giorni? Grazie (18 ottobre 2018)

Il risultato è definitivo.

-Ho baciato sulle guance una prostituta e ci siamo stretti la mano, gli ho pure toccato il sedere.Dopo di che vado a fare la pipì e non mi lavo le mani, rischio un contagio?  Ho fatto  un test dopo un mese e mezzo, devo ripeterlo? (17 Ottobre 2018)

Nessuno dei comportamenti da lei descritti comporta un rischio? Il virus non si trasmette con queste modalità, non resiste a contatto con l’aria e non passa “indirettamente”. Un test di ultima generazione è valido a 40 giorni.

 

-Tre anni fa ho avuto un rush cutaneo esteso a tutto il corpo con forte prurito su petto e gambe soprattutto durante la notte. Nè antistaminici nè cortisonici in crema hanno potuto fare nulla; solo prendendo bentelan ho avuto immediatamente un miglioramento, la cura è durata circa 15/20 gg e dopo non ho più avuto nulla del genere. L’episodio è arrivato dopo circa 2-3 settimane da un rapporto scoperto (parziale, ossia pochissimo tempo) con una ragazza. Può aver significato una sieroconversione? In rete non si capisce se sia pruriginoso o no il rush da sieroconversione. Ad ogni modo non avuto nè febbre nè linfonodi gonfi. Ho comunque effettuato il test, sto semplicemente aspettando la risposta (ci stanno mettendo un mese per darmela, non so se sia normale) (24 Luglio 2018)

E’ opportuno attendere il risultato del Test. Strano che dopo un mese non abbia avuto ancora il risultato; in genere ci vuole più o meno una settimana.

 

-Circa 2 mesi fa ho avuto un rapporto anale passivo coperto.  Il preservativo ad occhio sembrava integro. Ci siamo baciati con  la lingua,  la saliva aveva sapore metallico penso che sia sangue non aveva la lingua con evidenti tracce di sangue. C’e rischio contagio HIV? (7 Gennaio 2018)

Se il preservativo è rimasto integro durante tutta la durata della penetrazione non si corrono rischi. Il bacio non veicola il virus.

 

-Un chiarimento. Quando un test si definisce attendibile? (6 Luglio 2016)

L’attendibilità del test è data dal periodo finestra che nel caso dell’HIV è pari a tre mesi ovvero dopo tre mesi dal rapporto a rischio se si è effettuato un test il suo risultato può definirsi attendibile.

 

Dopo 9 mesi e mezzo dall’ultimo rapporto a rischio, ho eseguito in ospedale il test per l’HIV e per altre IST con risultati negativi. Sono attendibili. (16 Giugno 2016)

Si sono attendibili. Il test HIV inoltre è attendibile già dopo tre mesi.

 

– Come si curano le immunodeficienze?

Le complicanze infettive delle immunodeficienze dell’immunità umorale si possono curare con vaccino terapia e/o con terapia sostitutiva con gammaglobuline. I deficit immunità cellulare anche con vaccini ad hoc e con immunostimolanti. Nelle forme più gravi sono indicati il trapianto di midollo osseo o la terapia genica.

 

– Quali sono le immunodeficienze primitive più frequenti e come si manifestano?

Sono quelle causate da difetti degli anticorpi in particolare da carenza di Immunoglobuline A (IgA) e dalle altre classi di immunoglobuline (IgG, IgM). Nel primo caso di difetto delle IgA, i sintomi possono essere lievi o anche non essere presenti. Tuttavia in questi soggetti vi è una aumentata suscettibilità alle malattie allergiche e autoimmuni. Queste malattie da carenza di anticorpi primitive possono iniziare in qualunque età della vita e la loro prevalenza nella popolazione è circa uno ogni 500-700 abitanti. Nei casi più gravi caratterizzati da difetto di tutte le classi di Ig, le persone affette devono essere trattate con Ig endovena o via sottocute per tutta la vita e a vario dosaggio secondo quanto indicato dall’immunologo clinico. Sono inoltre indicate varie misure di profilassi per ridurre i fenomeni infettivi causati dal deficit immunologico. In particolare sono indicati alcuni vaccini preventivi per ridurre le complicanze infettive.

 

– Le infezioni ricorrenti sono pericolose?

Quando sono molto frequenti o sono causate da microrganismi cosiddetti opportunisti nascondono spesso un deficit del sistema immunitario.