-Ho avuto un rapporto non con penetrazione ma con masturbazione con una donna poco conosciuta. Lei ha avuto l’orgasmo un paio di volte.  Nell’avere l’orgasmo si è toccata la vagina esternamente e con fazzolettini igenici  umidi si è asciugata. Poi con la stessa mano ha masturbato il mio pene con glande scoperto. Vorrei sapere se è un comportamento a rischio. (21 Gennaio 2018)

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-Vi contatto in quanto ho avuto un rapporto sempre protetto con una ragazza che lo fa con diverse persone non proprio prostituta (è la prima ed ultima volta). Mi ha baciato ma non intensamente, pincipalmente le labbra della bocca e per pochi secondi abbiamo taccato le rispettive lingue. Ho indossato il preservativo e ho fatto sesso ma, per la tensione, la penetrazione è durata veramente poco, sono venuto subito e non dentro di lei con il preservativo. Dopo qualche minuto ho tolto quello e messo un nuovo preservativo e lei mi ha fatto per 2 minuti sesso orale (io non l’ho toccata) e poi ho deciso di smettere perchè non ero a mio agio. Rischio qualche malattia? Premetto che tornato a casa mi sono ampiamente lavato con saponi ed igiene intima. (21 Dicembre 2016)

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– Si possono diagnosticare o evitare le allergie a farmaci?

La diagnosi può essere effettuata su base clinica o con esami di laboratorio.

E’importante stabilire una stretta correlazione tra l’insorgenza della manifestazione clinica (orticaria, rush, edema della glottide, shock anafilattico) e l’assunzione del farmaco. In genere le manifestazioni cliniche avvengono dopo pochi minuti, se il farmaco è stato introdotto per via venosa o intramuscolare o dopo alcune ore o giorni, se assunto per via orale. A volte non si tratta di reazioni allergiche, ma di intolleranza od eccessivo dosaggio del farmaco oppure di errata assunzione in combinazione con altri farmaci od alcuni alimenti. Si può effettuare per alcuni farmaci la ricerca in laboratorio degli anticorpi specifici (es. antipenicillina anticefalosporine etc.), oppure in particolari casi il prick test con il farmaco o l’assunzione a dosi scalari del farmaco. In alternativa l’allergologo può consigliare farmaci alternativi con efficacia simile a quella dei farmaci che hanno causato l’allergia.

 

– Come si può diagnosticare una malattia allergica?

Con test cutanei di tipo immediato verso i vari allergeni (cosiddetti Prick test) oppure con la ricerca di anticorpi diretti contro i vari allergeni mediante un prelievo di sangue (Test RAST).

Si ricorda comunque che ci possono essere persone con anticorpi anti allergeni o positività dei test cutanei senza disturbi clinici e questi non devono essere trattati con farmaci. In casi selezionati vengono eseguiti test di esposizione con l’allergene sospettato o in caso di sospetta allergia alimentare, diete di esclusione ipoallergeniche seguite dall’introduzione sequenziale di singoli alimenti. Le allergie più frequenti sono quelle da inalanti come acari o pollini di erbe e piante, ma non vanno trascurate anche le sensibilizzazioni ad antigeni di animali domestici quali gatti e cani, specie nei bambini. Nelle dermatiti da contatto sono utili test per le varie sostanza chimiche denominati Patch test o cerotto- reazioni con lettura dopo 72 ore.

 

– Esistono nuove strategie terapeutiche per le malattie allergiche?

Si stanno sperimentando farmaci che agiscono bloccando i recettori degli allergeni o citochine in grado di correggere lo squilibrio del sistema immunitario. Sono stati recentemente disponibili nuovi antistaminici di nuova generazione, come la Desloratadina, metabolita attivo della Loratadina e la Rupatadina Fumarato. Questi farmaci hanno evidenziato una notevole efficacia clinica e un significativo vantaggio in termini di riduzione degli effetti indesiderati, primi fra tutti la sonnolenza.