La profilassi pre-esposizione, meglio conosciuta con l’acronimo di PrEP, è un metodo per prevenire il contagio dal virus dell’HIV. Si basa sull’assuzione di un farmaco chiamato Truvada, che sfrutta l’azione di due principi attivi differenti. L’effetto protettivo è molto elevato.
SALUTE 4 DICEMBRE 2017 12:20 di Andrea Centini

La PrEP, acronimo di profilassi pre-esposizione, si riferisce all’assunzione di specifici farmaci per prevenire l’infezione dal virus dell’HIV, sebbene il termine possa essere allargato a qualunque strategia preventiva contro le infezioni. Il trattamento, che si basa su pillole da assumere per via orale, è rivolto a persone particolarmente esposte al rischio di contrarre la sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS), scatenata dal virus dell’HIV. La sua efficacia è stata ampiamente dimostrata in numerosi studi, e oggi rappresenta una delle armi principali per contrastare l’epidemia. L’AIDS, infatti, è tutto fuorché debellato, come dimostrano i drammatici dati diffusi recentemente dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), con ben 160mila nuovi casi ogni anno solo nel Vecchio Continente.

La PrEP è un metodo preventivo per ridurre il rischio di essere contagiati dall’HIV e si basa sull’assunzione del farmaco antiretrovirale Truvada, quello attualmente raccomandato dalle organizzazioni sanitarie di tutto il mondo (ne esistono versioni generiche ed equivalenti). Esso rappresenta la combinazione di due distinti medicinali, il tenofovir disoproxil (300 mg) e l’emtricitabina (200 mg) prodotti dalla casa farmaceutica Gilead Sciences. Il farmaco, sotto forma di pillole blu, è stato inizialmente approvato dall’americana FDA (Food and Drug Administration) per trattare le infezioni preesistenti, ma grazie ai risultati incoraggianti ottenuti in sede di sperimentazione è stato “ripensato” per la prevenzione. Dal 2016/2017 la PrEP è approvata in numerosi Paesi, compresi quelli dell’Unione Europea, gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia e molti altri.

Per chi è pensata la PrEP
Com’è noto, il virus dell’HIV si trasmette attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei e il sangue delle persone infette, dunque le cause principali sono i rapporti sessuali non protetti, l’utilizzo di aghi contaminati e, in maniera molto minore, le trasfusioni di sangue e i trapianti. La profilassi pre-esposizione è pensata per i soggetti ritenuti più a rischio. Fra essi, vi sono coloro che hanno una relazione con una persona sieropositiva (le cosiddette ‘coppie sierodiscordanti’); gli adulti sessualmente attivi che non hanno una relazione monogama e chi ha fatto sesso senza preservativo e contratto malattie sessualmente trasmissibili nei sei mesi precedenti. Tra le categorie considerate più esposte vi sono gli msm (Men who have Sex with Men), termine utilizzato dall’OMS per indicare gli omossessuali uomini, i bisessuali, i transgender e in generale chi ha rapporti promiscui. Anche le persone che si iniettano droghe e condividono le siringhe sono considerate particolarmente a rischio. In Italia si sta pensando di rendere il (costoso) farmaco rimborsabile per alcune di queste categorie.

L’efficacia della PrEP
In base agli studi scientifici condotti sul Truvada e i suoi principi attivi, fra i quali CAPRISA, iPREX, VOCE 003 e IPERGAY, l’azione protettiva del farmaco risulta elevatissima. In alcuni casi i cali di infezione da HIV registrati sono stati dell’86 percento, con picchi del 92 percento per chi lo assumeva con continuità. Poiché non protegge al 100 percento e soprattutto non previene altre patologie sessualmente trasmissibili, come la gonorrea, l’epatite e la clamidia, le organizzazioni sanitarie raccomandano di utilizzare sempre il preservativo.

Come funziona
L’azione sinergica dei principi attivi tenofovir (l’antiretrovirale) e l’emtricitabina presenti nel Truvada mira a bloccare uno specifico enzima del virus dell’HIV, la trascrittasi inversa, dei quali rappresentano degli “inibitori nucleosidici”. In parole semplici, il Truvada impedisce al virus di replicarsi tenendolo a bada.

Le controindicazioni
La profilassi pre-esposizione non presenta gravi effetti collaterali, e i sintomi registrati in fase sperimentale generalmente svaniscono dopo le prime settimane di utilizzo. Fra essi vi sono diarrea, mal di testa, nausea, perdita di peso e altro ancora. Può insorgere una diminuzione nell’efficacia delle funzioni renali, che si ripristina con la sospensione del trattamento. Alla luce di questo, tuttavia, la PrEP resta sconsigliata proprio a chi soffre di problemi renali. L’uso è sconsigliato anche ai malati di epatite B, mentre per le donne in gravidanza o in allattamento l’indicazione è un consulto col proprio medico curante.

Fonte: https://scienze.fanpage.it/la-pillola-contro-l-hiv-anche-senza-preservativo-cos-e-come-funziona-e-quali-sono-i-rischi/